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Web consultato prima del medico e del farmacista

Sanità pubblica Redazione DottNet | 14/11/2018 13:52

Ma la fiducia è riposta solo nei camici bianchi e nelle farmacie

Gli italiani si sentono bene, in 2 casi su 5 pensano di godere 'ottima salute'. Ma c' è anche una fetta considerevole, ben 9 milioni, di ipocondriaci. Tutti, però, sono pazienti 4.0, ben ancorati alle nuove tecnologie. Nell' era digitale, infatti, il web è diventato il vero punto di riferimento per tutte le generazioni, dai nativi digitali fino ai senior: si consulta prima del dottore ai primi sintomi, anche se ci si fida  più di medici e  farmacisti. Se l' età rappresentava un fattore importante per 'sentirsi in forma', oggi sembra che lo stato di benessere percepito non dipenda solo dall' anno di nascita, anzi. E' quanto emerge  dalla ricerca 'Salute 4.0: curarsi nell' era digitale, generazioni a confronto', commissionata da Bnp Paribas Cardif, compagnia assicurativa. Uno studio condotto dall' istituto di ricerca Eumetra Mr, per indagare la percezione dei cittadini sul fronte di benessere e salute, ma anche aspetti come l' ipocondria, la spesa per la salute, il web e le fake news, la privacy e la sicurezza, il ruolo dell' innovazione tecnologica e l' importanza del settore assicurativo privato per tutelare le famiglie. I dati indicano quindi che, a livello generale, una buona quota degli intervistati si sente in ottima salute (42%), soprattutto la generazione Z, ma non in perfetta forma (30%), e questo indipendentemente dall' età. Contrariamente a quanto ci si aspetti, infatti, sono i Senior a dichiarare un migliore stato di benessere percepito (40%) rispetto alle altre generazioni. L' ipocondria colpisce il 18% delle persone maggiorenni che hanno un atteggiamento ossessivo medio-alto. Tra questi, considerando solo chi mostra i segni di una patologia più importante (soprattutto le donne), il 79% è convinto di non essere in salute e ha speso negli ultimi 12 mesi ben l' 80% in più rispetto alla media nazionale per prestazioni o acquisto di medicinali a pagamento 

Secondo l' indagine il web ha cambiato radicalmente il primo approccio alla malattia: se in occasione di un problema di salute accertato ci si rivolge principalmente al proprio medico, di fronte ai primi sintomi, invece, ci si informa prima su internet per farsi un' idea, anche se per i senior il medico rimane sempre un riferimento importante. Pur consultando internet, molti reputano questo strumento poco attendibile, pensano di saper distinguere una fake news anche se il 29% del campione è 'caduto', almeno una volta, in una 'bufala' del web (i giovani sono i più esposti). Di chi ci si fida quindi? Dei medici e  farmacisti  al primo posto (91%) e meno del web e dei social (36%). Gli italiani mostrano  una certa diffidenza verso l' uso delle medicine, hanno paura di perdere la propria autonomia (66%), fanno poca prevenzione, soprattutto gli uomini, e pensano che per mantenersi in salute sia sufficiente avere una corretta alimentazione e fare attività fisica. Negli ultimi 12 mesi, l' 88% ha dovuto sostenere una spesa di tasca propria per curarsi, pari in media a circa 268 euro, e il 58% ha dovuto rinunciare almeno una volta nella vita alle cure per questioni economiche, soprattutto alle prestazioni più costose come il dentista. Il giudizio sul Ssn è moderatamente positivo, ma non sempre (solo il 20% si dichiara molto soddisfatto e il 40% abbastanza). I più critici sono i cittadini del Sud Italia e delle Isole, mentre l' insoddisfazione è legata principalmente ai tempi di attesa e al costo del ticket.

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Questo ha spinto negli ultimi 12 mesi molti consumatori (44%) a rivolgersi alle Compagnie assicurative per tutelarsi con una polizza privata sulla salute. Se da un lato restano tanti gli italiani che non hanno mai attivato una polizza, dall' altro ben due terzi mostrano un interesse verso i prodotti di nuova generazione. Otto italiani su dieci sono favorevoli a condividere su App i dati della propria cartella sanitaria e il 77% usa la tecnologia (internet, App e wearable) per la cura del proprio benessere. Conoscono l' intelligenza artificiale ma preferiscono sempre la 'mano dell' uomo' (84%). Per quanto riguarda la condivisione dei propri dati sanitari tramite device, il 55% sarebbe disposto a farlo purché gli interlocutori siano sempre medici o  farmacisti, istituzioni, aziende farmaceutiche e le assicurazioni. Su questo aspetto i più restii sono i senior (39%).

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